RIS 30/12/82 prot.8/1114 accertamento - ritenuta sul valore della mensa aziendale

La Società per azioni ...., ha fatto presente che nell'ambito della propria attività istituzionale rivolta al mercato della ristorazione collettiva presta anche un particolare servizio di mensa aziendale, denominato "Ticket restaurant".
A un siffatto servizio ricorrono quei datori di lavoro che, essendo obbligati - in forza di appositi accordi aziendali - alle prestazioni di mensa a favore del personale dipendente, non sarebbero in grado, con i sistemi tradizionali, di provvedere alla somministrazione dei pasti, a causa delle ridotte dimensioni dell'unità lavorativa oppure per la particolare localizzazione della stessa.

In tali ipotesi, la Società istante si incarica, appunto, di gestire il particolare servizio di ristorazione che altrimenti, per la sua atipicità e per la complessità dei rapporti, non sarebbe praticabile direttamente ad opera delle aziende committenti.

In sintesi, l'attività svolta dalla Società si articola nelle seguenti operazioni:

a) stipula e controllo delle convenzioni con i ristoratori (pubblici esercizi, mense interaziendali, centri di cottura) ai quali la società stessa commette il servizio di somministrazione dei pasti;

b) emissione, tramite apposita unità di elaborazione dati, di buoni pasto denominati "Ticket restaurant" recanti sulla facciata l'indicazione della società emittente, la data di emissione, l'indicazione della società cliente, il valore facciale e sul retro la seguente legenda: "il buono pasto "Ticket Restaurant" non è cumulabile, né cedibile, né commerciabile, né convertibile in denaro. Può essere utilizzato solo per usufruire del servizio di mensa aziendale, debitamente datato e sottoscritto"; recano inoltre appositi spazi per l'apposizione della data e della firma dell'utilizzatore;

c) formulazione, a richiesta, di statistiche sull'utilizzo dei buoni. I dipendenti delle aziende clienti, per usufruire del servizio, si recano in uno degli esercizi convenzionati, consumano un pasto, sulla base di un menù prefissato (a prezzo convenzionato con la società emittente) o alla carte, e consegnano, al momento del pagamento il "Ticket Restaurant", il quale costituisce titolo di legittimazione ex art. 2002 c.c., in quanto consente l'identificazione dell'avente diritto alla prestazione; essi, infine, provvedono, ad integrare il corrispettivo della prestazione ove questo sia superiore al valore facciale del Ticket stesso.

In relazione alla descritta fattispecie, la Società istante esprime il convincimento che le aziende datrici di lavoro, per quanto riguarda la valutazione del Ticket ai fini della ritenuta di cui all'art. 23 del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 600, possano conformarsi ai criteri consentiti dalla scrivente con risoluzione n. 8/663 del 1 agosto 1977, per i casi in cui le prestazioni di mensa vengono fornite ai dipendenti mediante affidamento a terzi della relativa gestione, in base ad apposita convenzione. Ciò anche al fine di non penalizzare con un trattamento fiscale differenziato rispetto a quei dipendenti i cui datori di lavoro provvedono coi metodi tradizionali alle prestazioni di mensa, la diffusione anche nel nostro Paese di una pratica che ha già trovato largo impiego nella quasi totalità dei Paesi europei oltre che per motivi di documentata convenienza, per l'essenziale funzione sociale dalla stessa rivestita.

Al riguardo la scrivente deve anzitutto rilevare che, analogamente a quanto riscontrato in ordine alla fattispecie considerata nella citata risoluzione n. 8/663, neppure per la procedura di somministrazione ora prospettata ha luogo una erogazione di denaro nei confronti dei dipendenti che utilizzano il servizio pasti.

Aggiungasi che il tipo di gestione della mensa, sia diretta che indiretta tramite una società specializzata con buoni pasto nominativi, derivando da una scelta organizzativa del datore di lavoro e non influendo sul contenuto dell'obbligazione relativa nei confronti dei dipendenti che ne usufruiscono, non comporta una diversa configurazione giuridico - economica della mensa che resta una prestazione in natura. come tale, essa, è assoggettabile alla ritenuta di acconto di cui al precitato art. 23 del D.P.R. n. 600 nei limiti e secondo il criterio di valutazione dei compensi in natura indicato nella circolare n. 1/RT del 15 dicembre 1973, ai sensi della legislazione previdenziale e in conformità dell'apposito decreto ministeriale.

Per completezza di materia, e` appena il caso di precisare che il suesposto trattamento tributario non si applica allorquando si versi in ipotesi di trasferta del dipendente, ferma restando la disciplina illustrata nella risoluzione n. 381 del 6 maggio 1978, per l'ipotesi in cui l'onere della somministrazione dei pasti sia in parte sostenuto dal lavoratore che ne fruisce.

 



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