RIS 3/4/96 n.49/E prot. 7/166 IVA - base imponibile - prestazioni di servizi sostitutivi di mensa aziendale finalizzati ad assicurare somministrazioni di pasti da parte di pubblici esercizi convenzionati;

Con istanza del 15 febbraio 1996 la Federazione italiana pubblici esercizi (FIPE) ha chiesto chiarimenti in merito al trattamento tributario applicabile alle prestazioni di servizi sostitutivi di mensa aziendale finalizzati ad assicurare ai datori di lavoro, ma a beneficio dei loro dipendenti, somministrazioni di pasti, da parte di pubblici esercizi convenzionati, del valore, determinato in relazione ai prezzi praticati al pubblico, pari a quello indicato in un apposito documento denominato "buono-pasto".
Sostanzialmente vengono a instaurarsi due rapporti contrattuali: il primo tra i datori di lavoro e le società emittenti di buoni-pasto, con il quale queste si obbligano ad assicurare, mediante mense gestite direttamente o da terzi ovvero mediante pubblici esercizi convenzionati, il servizio di mensa.

Il secondo contratto è stipulato tra le stesse società emittenti di buoni-pasto e i pubblici esercizi che effettuano il servizio sostitutivo di mensa nei propri locali.

Nel primo rapporto contrattuale il prezzo di ogni pasto viene fissato, sulla base di trattativa commerciale, in misura pari, inferiore o superiore al valore facciate dei buoni-pasto, nel secondo invece viene contrattualmente previsto in favore delle società emittenti di buoni uno "sconto incondizionato" rapportato allo stesso valore facciale del buono-pasto.

Tanto premesso la Federazione istante ha chiesto di conoscere le modalità di determinazione della base imponibile ai fini dell'imposta sul valore aggiunto in relazione a entrambi gli anzidetti rapporti commerciali.

Al riguardo torna utile premettere che l'art. 13, primo comma, del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, che fissa le modalità di determinazione della base imponibile delle cessioni di beni e delle prestazioni di servizi dispone, che questa è costituita dall'ammontare complessivo dei corrispettivi dovuti al cedente o prestatore secondo le condizioni contrattuali.

Pertanto, in ordine al primo rapporto la base imponibile da assoggettare all'IVA con l'aliquota ridotta del 4 per cento stabilita dall'articolo 75, comma 3, della legge 30 dicembre 1991, n. 413, è costituita dal prezzo fissato tra le parti, non rilevando la circostanza che essa sia pari, inferiore o superiore al valore facciate indicato nel buono-pasto.

Relativamente al secondo rapporto, nel cui ambito vengono poste in essere operazioni indicate nell'articolo 22, primo comma, n. 2, del richiamato decreto n. 633 del 1972, la base imponibile va determinata applicando la percentuale di sconto al valore facciate del buono-pasto e scorporando quindi dall'importo ottenuto l'imposta in esso compresa mediante l'applicazione delle percentuali fissate nel quarto comma dell'articolo 27 del medesimo decreto n. 633.

 



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