RIS 31/3/95 n.79/E prot.12-379 IVA - somministrazione di pasti su presentazione di buoni da parte di soggetti convenzionati - obbligo di emissione della ricevuta fiscale

Con la nota sopra emarginata è stato fatto presente che taluni contribuenti, esercenti l'attività di ristorante pizzeria, operano come mensa aziendale sostitutiva nei confronti del personale dipendente di vari enti (Rai, Enel, Inps, Banche, ecc.), sulla base di apposite convenzioni.
Di conseguenza ai dipendenti vengono rilasciati dei buoni da consegnare al ristoratore per ogni pasto somministrato. Stante tale situazione alcuni dei predetti enti hanno richiesto ai ristoratori di emanare un'unica ricevuta fiscale giornaliera nella quale sia riportato cumulativamente l'ammontare complessivo relativo al totale dei pasti somministrati, nella considerazione che il servizio di mensa reso giornalmente può essere considerato come un'unica prestazione. Ovviamente i ristoratori in parola fatturano regolarmente agli enti committenti il corrispettivo relativo ai buoni pasto ritirati.

Tanto premesso, codesta direzione regionale ha chiesto alla scrivente un apposito parere in merito alla regolarità del comportamento tenuto dai ristoratori tenendo, peraltro, presente che la guardia di finanza è orientata nel senso di considerare violazione l'omessa emissione di ricevuta fiscale a fronte di ciascun pasto erogato. Al riguardo si rileva che la fattispecie ha trovato una propria organica disciplina con la circ. 14.02.80, n. 9, par. n. 3.

Con tale determinazione, infatti, è stato stabilito che "per le somministrazioni di pasti con corrispettivo forfettario mensile pattuite direttamente con singoli clienti, o per loro conto, con imprese, società, enti, ecc., dovrà essere rilasciata al cliente stesso una ricevuta fiscale per ogni pasto consumato con l'indicazione, a seconda dei casi, che non c'è stato pagamento del corrispettivo o dei dati identificativi del committente del servizio".

Appare, pertanto, evidente che nel caso prospettato i ristoratori operanti anche in dipendenza di precedenti convenzioni sono obbligati al rilascio a ogni cliente, per ogni pasto consumato, di una ricevuta fiscale con l'indicazione "corrispettivo non pagato". Per quanto concerne, infine, il rapporto intercorrente fra l'erogatore del servizio e il committente si ribadisce che lo stesso deve essere certificato, a fronte del pagamento, attraverso l'emissione di una fattura ordinaria resa ai sensi dell'art. 21, del D.P.R. 26.10.72, n. 633.

Di conseguenza l'interpretazione fornita al riguardo dagli organi verificatori deve intendersi corretta, pur afferendo esclusivamente la sfera delle irregolarità formali.

 



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